Dancing Celestial Deity (Devata), early 12th century, India (Uttar Pradesh)

Geometrie di un corpo che danza #2

Nel precedente articolo sulle geometrie del corpo che danza ho scritto della relazione fra il  il Natya Shastra e gli shilpashastra nell’analizzare, descrivere e rappresentare il corpo umano nelle sue forme statiche o dinamiche.

Abbiamo visto come il corpo sia suddiviso in sei arti maggiori e altrettanti arti minori; come sia stata definita un’unità di misura – il tala – ed una griglia di riferimento composta da assi verticali e orizzontali atta a descrivere le forme che il corpo umano può assumere nello spazio. Inoltre, abbiamo compreso come queste posizioni siano spesso descritte e classificate in base alla relazione che si crea tra le linee della griglia di riferimento – sutra – e  le flessioni della colonna vertebrale, bhanga.

Dal concetto di bhanga eravamo giunti ad accennare al fatto che i vari tipi di sthana, le posture, dipendono – esattamente come una costruzione dipende dalle sue fondamenta – da come vengono poste le basi della struttura, ossia dalla posizione dei piedi e delle gambe.

CON IL TERMINE STHANA, SI VUOLE INDICARE LA POSIZIONE DI BASE DALLA QUALE SI SVILUPPA IL MOVIMENTO. CIASCUNO STHANA SI CARATTERIZZA PER  COME SI DISEGNANO GLI ARTI INFERIORI A PARTIRE DALLA DISTANZA TRA I PIEDI E DALLA DISTRIBUZIONE DEL PESO.

Secondo il Natya Shastra di Bharata Muni esistono sei posture maschili e tre posture femminili. Eccone la descrizione che ho tratto, con alcune applicazioni e qualche mia nota in aggiunta, dalla seconda edizione in inglese edita da Sri Satguru Publications, Delhi, 2006.

VAISNAVA STHANA – Nella prima posizione i piedi sono distanti fra loro due tala e mezzo; uno di essi è lasciato naturale, l’altro ha la punta rivolta verso la diagonale e il ginocchio leggermente flesso. Il corpo è rilassato in abhanga. La divinità associata è Visnu. 

E’ utilizzata per rappresentare una conversazione tra uomini o per reggere un arco ed in generale per esprimere movimenti di fierezza e coraggio, ma anche di sospetto, gelosia, rabbia amorosa, attività intellettuale e altro.

vaisnava sthana - pic from web
vaisnava sthana – pic from web

 

SAMA STHANA – La seconda posizione è eretta, i piedi sono naturalmente paralleli, posti ad un tala di distanza l’uno dall’altro e le ginocchia sono in estensione. Il peso è distribuito equamente sui due arti, esattamente come accade nelle posizioni denominate samasthiti – le posizioni dell’equilibrio uniforme – nell’hatha yoga. La divinità che presiede questa postura è Brahma infatti, così come egli contiene il tutto, essa è il punto di inizio, in cui tutte le forze sono concentrate in un unico centro. Non è una postura di rilassamento, al contrario l’energia è trattenuta in potenza, attivamente, il corpo è pronto ad espandersi in ogni direzione. Quando il movimento si riassorbe, il sama rimane eco della vibrazione del gesto appena concluso.

sama sthana - pic form web
sama sthana – pic form web

 

VAISAKHA STHANA – I piedi sono alla distanza di tre tala e mezzo aperti con le punte rivolte obliquamente. Le ginocchia sono flesse, le cosce salde. La divinità che presiede la postura è Kartikeya. I suoi impieghi sono rappresentare le azioni del cavalcare, del fare esercizi o dell’uscire da qualsiasi luogo.

vaisaka sthana - pic from web
vaisaka sthana – pic from web

 

MANDALA STHANA – I piedi, con le punte rivolte all’esterno, sono alla distanza di quattro tala, le ginocchia sono piegate e il busto è eretto. Anidra Mandala è la postura di Indra, con le gambe allargate come se cavalcasse il suo elefante. Può essere utilizzata anche per reggere armi come arco o lance.

mandhala sthana - pic from web
mandhala sthana – pic from web

 

ALIDHA STHANA – Postura associata a Rudra. A partire da Mandala Sthana, il piede destro è portato alla distanza di cinque tala. E’ usata per rappresentare odio, rabbia, combattimenti, l’affondo di un tridente.

alidha sthana - pic from web
alidha sthana – pic from web

 

PRATYALIDHA STHANA – Se la gamba destra in Alidha Sthana è mantenuta piegata, mentre la sinistra è portata in estensione, si ha il Pratyalidha. E’ la postura del tirare con l’arco, usata per rappresentare l’incoccare e lo scoccare delle frecce.

 

AYATA STHANA – E’ la prima postura che il Natya Shastra indica come adatta alla donna che cammina o parla con qualcuno. Il piede destro è in posizione naturale, mentre il sinistro è in obliquo. Il fianco destro è leggermente sollevato.

AVAHITTA STHANA – Postura speculare ad Ayata: il piede sinistro è in posizione naturale, mentre il destro è in obliquo. Il fianco sinistro è leggermente sollevato.

avahitta sthana - pic from web
avahitta sthana – pic from web

 

ASHVAKRANTA STHANA – Un piede è tenuto sollevato mentre l’altro resta sulla mezza punta.

ashvakranta sthana - pic from web
ashvakranta sthana – pic from web

 

Per approfondire questi argomenti, ti consiglio Sculture che danzano di Carolina Guzman edito da Il principe costate; La gioia e il potere, di Paolo Paciolla e Anna Luisa Spagna edito da Besa; Lampi di luce, di Suddhananda Giri, Lakshmi Edizioni.

Immagine in evidenza: Dancing Celestial Deity (Devata), early 12th century, India (Uttar Pradesh), from Florence and Herbert Irving , New York (until 2015; donated to MMA).

Fonte: http://www.metmuseum.org/art/collection/search/38153

Daria Mascotto

Daria Mascotto, danzatrice, danzeducatrice®, praticante e ricercatrice delle arti del movimento. Laureata in antropologia culturale, diplomata in teatro danza indiano bharatanatyam di lignaggio pandanallur e in massaggio ayurvedico a Pondicherry sotto la guida di Smt. Selvi Sarkar e di Sri Ajit Sarkar. Integra costantemente la sua ricerca praticando yoga e frequentando seminari e workshop di studi labaniani e danza contemporanea, anatomia esperienziale, canto ed improvvisazione. Lavora presso centri pubblici e privati, privilegiando una visione antropologica e dinamica del teatro danza inteso come esperienza-ponte fra pensiero ed emozione e perciò strumento attivatore di conoscenza.

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